La Persona Amata – Parte 1

la persona amata parte 1

Quando in me l’amore trova la sua direzione, la persona amata a cui con l’anima parlare,

la lesta corsa diviene d’improvviso volo, tutto si confonde, ma subito si ricolora d’incanto.

Non posso più aspettare e il cuore in me a tutto comanda e si vuole aprire, di colpo sfogare,

al suo amato oggetto il creato donare, trasformarlo, per pegno fargliene in forma di canto.

141.

Se non ogni persona altra incontrata da un soggetto sul proprio personale cammino sulla strada del cambiamento può essere considerata amica, questo vale anche per la persona amata di cui a volte si è alla disperata o distratta ricerca. Ogni altro contiene in sé la possibilità della complementarità con ogni persona incontrata, ma a nessuno basterebbe l’eternità, figuriamoci una sempre pur breve esistenza, per conoscere ed esplorare ogni interiorità presente al mondo o con cui si possa solamente venire in contatto superficialmente ed episodicamente. La ricerca della persona amata inizia con una scelta che riguarda la tipologia di soggetto che si vorrebbe avere accanto, considerato globalmente nella sua interiorità ed esteriorità, senza la quale non si può partire per la propria ricognizione in caccia dell’amore.

142.

Angustiarsi, affannarsi nella ricerca della persona amata, da parte di un individuo, senza possedere la benché minima idea, nella propria interiorità, sulla sua natura, non particolare ma almeno generale, senza averne tratteggiato un disegno solo abbozzato, uno schizzo almeno sfumato, trasformerebbe la propria esplorazione in una corsa alla cieca. Le fattezze e il carattere della persona amata ricercata non dovranno essere delineati nella propria interiorità con troppo rigore e zelo sul proprio ideale immaginato, ma tendere a rappresentarne solo certi aspetti esteriori che risultino graditi, accompagnati possibilmente e fondamentalmente da un’interiorità che rispecchi e completi la propria. Una persona che si dichiari capace di amare ogni tipologia di soggetto con cui venga in contatto, non ne amerà mai realmente nessuna, ma le collezionerà tutte come trofei su una mensola di una bacheca.

143.

La persona amata, di cui un soggetto sia alla ricerca, oltre a essergli gradevole e piacente allo sguardo dovrà soprattutto rispecchiarne l’interiorità, permettendogli di crescere completandosi attraverso la sua presenza, rendendo il proprio equilibrio più saldo con l’aggiunta della possibilità di esprimere la propria capacità di amare e sentendosi sempre accolto e ricambiato per il proprio amore. Il fattore fondamentale e discriminante nello scegliere tra chi ricercare la persona da amare deve essere visto principalmente non nell’esteriorità ma soprattutto nell’altrui interiorità sempre da conoscere ed esplorare globalmente e a fondo per vedere, per accertarsi, se è per sé gradevole almeno quanto la bellezza del corpo che essa occupa, se non di più. L’amore, l’infatuazione che all’altrui corpo si ferma, non potrà mai divenire l’amore che da un solitario io genera un intimo noi.

144.

Sebbene l’infatuazione dell’altro, il restare rapiti da un’esteriorità altra che corrisponda ai propri canoni personali, necessari alla selezione delle persone possibili verso cui orientarsi per la scelta della persona da amare, sia un momento fondamentale del processo di innamoramento che porta all’amore, questo non deve guidare e far derivare la scelta del soggetto a cui indirizzare il proprio sentimento in modo che possa esser gradito esclusivamente in base alla sua bella figura, alla sua corporeità, alla sua sola appartenenza. Se non vi può essere una persona che si ami la cui esteriorità ripugni non vi può nemmeno essere un forzato amore per un soggetto la cui interiorità non sia specchio della propria, che non renda più completi, ma lasci nella propria manchevolezza.

145.

Nonostante molte volte spesso un soggetto ami una persona solo per la sua corporeità ed esteriorità o al contrario per la sua interiorità, queste forme di sentimenti dimezzati verso l’altro non potranno che dare origine ad un amore dimezzato, un amore che precipita l’amante in un limbo sospeso tra il tormento e l’estasi, in cui si tortura e si affligge per aver trovato solo una parte di ciò che egli sperava di poter trovare della persona desiderata in quella trovata, finendo per umiliarla, sminuirla all’interno del rapporto per la sua solo parziale ed incompleta adesione all’ideale di soggetto voluto e cercato, ma non scovato da chi ama. Amare nell’interiorità una persona a metà non potrà che dare origine ad un amore a metà in cui l’altro, l’amato, sarà a seconda dei casi, delle situazioni, accolto o respinto, ma mai amato totalmente nella sua interezza per il suo essere, un essere completo.