Introduzione: perché parlare di energia dentro il Metodo S.T.E.P.
Nel percorso di sviluppo personale e professionale, spazio e tempo sono elementi fondamentali: senza energia, però, diventano inefficaci. Luca Torraco sottolinea che l’energia è la risorsa invisibile che sostiene produttività, benessere e risultati duraturi. Questo concetto non è una semplice metafora: l’energia condiziona la capacità di concentrarsi, di essere creativi, di mantenere relazioni sane e di mostrare resilienza davanti alle difficoltà.
In termini pratici, gestire l’energia significa imparare a riconoscere dove la si spende, come la si ricarica e come la si protegge da sprechi e dissipazioni. Nel Metodo S.T.E.P. l’energia diventa dunque un elemento operativo: un carburante da dosare, potenziare e utilizzare con intenzione, non per reazione.
Cos’è l’energia: definizione e implicazioni
Per introdurre il concetto, Luca richiama l’etimologia: il termine energia deriva dal greco energeia, «forza in azione». Questa definizione aiuta a comprendere l’energia non come qualcosa di statico ma come dinamica, attiva, che mette in movimento mente, corpo ed emozioni.
L’energia va quindi considerata su tre livelli interconnessi:
- Energia fisica: il vigore corporeo che permette di muoversi, di svolgere attività quotidiane e di sostenere sforzi prolungati.
- Energia mentale: la capacità di concentrazione, di pianificazione e di risoluzione dei problemi.
- Energia emotiva: la forza interna che permette di gestire stati d’animo, mantenere relazioni significative e reagire con equilibrio agli eventi.
Questi tre ambiti non sono separati: influiscono l’uno sull’altro. Una buona alimentazione e un sonno rigenerante potenziano l’energia fisica; quella si riflette poi in lucidità mentale ed equilibrio emotivo. Viceversa, stress emotivo cronico o cattive abitudini fisiche riducono la capacità di pensare chiaramente e di mantenere la motivazione.
I problemi legati a una cattiva gestione dell’energia
La mancanza di energia non è solo stanchezza fisica. Luca elenca una serie di manifestazioni e conseguenze che emergono quando l’energia è bassa o mal distribuita:
- Stanchezza cronica: non sempre risponde al riposo; spesso si accompagna a difficoltà di concentrazione e a un umore basso.
- Calo di motivazione: rendendolo difficile mantenere abitudini produttive e perseguire obiettivi a lungo termine.
- Perdita di focus: ridotta capacità di attenzione e aumento delle distrazioni.
- Stress che drena energia: lo stress cronico consuma risorse mentali ed emotive, alimentando un circolo vizioso di affaticamento.
- Deterioramento delle relazioni: scarsa energia porta a interazioni meno nutritive e a scelte relazionali più reattive che intenzionali.
- Riduzione della resilienza: la capacità di affrontare le difficoltà diminuisce quando l’energia è scarsa.
Luca descrive bene la dinamica del «circolo vizioso»: più si è stanchi, meno si riesce a organizzare e a recuperare, e questo alimenta ancora più stress. È la classica «ruota del criceto» in cui uno stato negativo genera un altro stato negativo. Al contrario, mettere in atto piccole azioni virtuose può generare una spirale positiva.
Primo passo: diventare consapevoli del flusso energetico personale
Il controllo dell’energia comincia sempre dalla consapevolezza. Nel Metodo S.T.E.P. si invita a osservare con attenzione come quotidianamente si investe l’energia e dove essa viene dispersa. Questa mappa personale dell’energia aiuta a individuare le principali sorgenti di ricarica e drenaggio.
Alcuni suggerimenti operativi che Luca propone per aumentare la consapevolezza:
- Tenere un diario energetico per almeno 7-14 giorni: annotare i momenti in cui ci si sente carichi rispetto a quelli in cui si è scarichi.
- Attribuire percentuali: immaginare la giornata come 100 unità di energia e distribuire queste unità tra attività, persone e stati d’animo.
- Identificare i «vampiri energetici»: persone, abitudini o contesti che consumano energia in modo sproporzionato.
- Rilevare pattern ricorrenti: orari della giornata, situazioni emotive e attività che influenzano il livello energetico.
Questa fase di osservazione non è punitiva: è investigativa. L’obiettivo è raccogliere dati reali per poi poter intervenire con strategie mirate.
Strategie pratiche per proteggere e ricaricare l’energia
Una volta acquisita la consapevolezza, il Metodo S.T.E.P. propone interventi concreti per migliorare lo stato energetico. Le strategie vanno dall’organizzazione quotidiana alle tecniche psicologiche, e includono anche il coinvolgimento di professionisti quando necessario.
Azioni quotidiane e abitudini
- Alimentazione equilibrata: una dieta che fornisce nutrienti stabili evita picchi glicemici e cali energetici; per questo Luca consiglia di rivolgersi a professionisti qualificati (nutrizionista) per una guida personalizzata.
- Sonno e recupero: rispettare i tempi di riposo e inserire pause rigenerative durante la giornata.
- Attività fisica regolare: esercizio moderato aiuta a incrementare energia a lungo termine; anche in questo caso può essere utile il supporto di un personal trainer qualificato.
- Piano di alternanza sforzo/recupero: dosare le energie nell’arco della giornata e della settimana, spingendo quando si è carichi e ritirandosi per recuperare quando necessario.
- Rituali di decompressione emotiva: pratiche brevi di respirazione, meditazione o scrittura per scaricare tensione emotiva prima che si accumuli.
Decisione intenzionale vs. reazione
Un concetto chiave del Metodo S.T.E.P. è agire con intenzione, non reagire agli eventi. Questo valore guida ogni scelta energetica: invece di lasciarsi trascinare da richieste esterne o impulsi emotivi, si pianifica l’uso dell’energia in funzione degli obiettivi e del benessere personale.
Alcune pratiche utili per sviluppare questa modalità intenzionale:
- Definire obiettivi energetici giornalieri e settimanali (es. «oggi dedico 60% energia al lavoro creativo, 20% relazioni, 20% cura personale»).
- Imparare a dire no in modo assertivo per evitare sprechi energetici relazionali.
- Stabilire confini chiari tra lavoro e vita privata per limitare il drenaggio emotivo.
Bilanciare corpo, mente e relazioni
Luca sottolinea che la mappa delle fonti energetiche deve includere: corpo (alimentazione, esercizio, sonno), mente (attività cognitive, concentrazione) ed emozioni (relazioni, gestione dello stress). Bilanciare questi elementi è fondamentale per creare un equilibrio sostenibile.
Un semplice schema di lavoro:
- Analizzare ciascun ambito su una scala da 0 a 10.
- Individuare il livello ideale desiderato per ognuno.
- Stabilire almeno tre azioni concrete per colmare il gap tra realtà e ideale.
Strumenti del Metodo S.T.E.P.: PNL, coaching e neuroscienze
Il Metodo S.T.E.P. non è solo una serie di consigli pratici: integra strumenti riconosciuti dalla PNL (Programmazione Neuro-Linguistica), dal coaching e dalle neuroscienze. Questi strumenti permettono di agire con precisione sulle componenti mentali ed emotive dell’energia.
Ancoraggi energetici (PNL)
L’ancoraggio è uno strumento della PNL che consente di richiamare stati interni desiderati (lucidità, calma, motivazione) in momenti chiave. Attraverso stimoli sensoriali specifici (tocco, immagine mentale, suono), è possibile creare una «scorciatoia» che richiama rapidamente una risorsa mentale o emotiva.
Esempio pratico di ancoraggio:
- Scegliere uno stato desiderato: ad esempio calma e concentrazione.
- Rievocare intensamente quell’esperienza positiva fino a sentirla fisicamente nel corpo.
- Applicare un gesto fisico ripetibile (premere pollice e indice) mentre l’esperienza è al suo picco.
- Ripetere il processo più volte per consolidare l’associazione.
- Usare l’ancora quando serve per richiamare rapidamente lo stato desiderato.
Luca sottolinea che l’ancoraggio non è magia: è pratica. Deve essere allenato e integrato in contesti reali per diventare affidabile.
Mappa delle fonti energetiche
La mappatura delle fonti energetiche è uno strumento operativo per rappresentare visivamente dove si spende e dove si recupera energia. Questa mappa può essere semplice (diagramma a torta, distribuzione percentuale della giornata) oppure dettagliata (analisi giornaliera/settimanale di attività e persone).
Benefici della mappa:
- Fornisce dati oggettivi per decisioni mirate.
- Rende possibile la misurazione dei cambiamenti nel tempo.
- Permette di visualizzare squilibri e impegni sovrapposti che passano inosservati.
Principi di cronobiologia
La cronobiologia studia i ritmi biologici e aiuta a identificare i momenti della giornata in cui si è naturalmente più produttivi o più predisposti al recupero. Nel Metodo S.T.E.P., adattare il lavoro ai propri ritmi significa massimizzare l’efficacia e preservare energia.
Applicazioni pratiche:
- Pianificare compiti ad alta concentrazione nelle ore di peak energetico.
- Riservare le ore di minor energia per attività di routine o recupero.
- Rivalutare gli impegni serali in base alla capacità di recupero individuale, specialmente con l’avanzare dell’età.
Età, recupero e gestione energetica: un approccio evolutivo
Luca mette in guardia da una percezione romantica dell’energia come risorsa illimitata: quando si è giovani si tende a pensare di avere risorse infinite e a comportarsi di conseguenza. Questo atteggiamento, se non corretto, porta spesso a un debito energetico che si paga negli anni successivi.
Per questo motivo il Metodo S.T.E.P. incoraggia a sviluppare strategie di recupero adeguate all’età e alla fase della vita:
- Giovani: imparare a dosare l’energia e a integrare pratiche di recupero fin dall’inizio.
- Adulti in età lavorativa: bilanciare responsabilità professionali e cura personale con piani di recupero efficaci.
- Persone mature: adattare ritmo e intensità delle attività alla capacità di recupero, dando priorità alla sostenibilità a lungo termine.
Il principio è chiaro: l’obiettivo non è massimizzare il rendimento a breve termine, bensì costruire una riserva energetica sostenibile che permetta di perseguire progetti importanti nel tempo.
Quando rivolgersi a professionisti esterni
Il Metodo S.T.E.P. riconosce i limiti del coaching e della PNL quando si tratta di aspetti puramente fisici come problemi metabolici, disturbi del sonno o carenze nutrizionali. Luca consiglia con chiarezza di coinvolgere professionisti qualificati quando necessario:
- Nutrizionista o dietologo: per valutare l’alimentazione e correggere squilibri che influiscono sull’energia.
- Medico o specialista del sonno: per analizzare eventuali disturbi che compromettono il recupero notturno.
- Personal trainer qualificato: per progettare esercizi che aumentino il livello di energia senza portare a sovraccarichi o infortuni.
Questa integrazione tra competenze è fondamentale: corpo, mente ed emozioni richiedono interventi specifici e ben coordinati per ottenere risultati duraturi.
Un approccio pratico: esercizi e routine consigliate
Per trasformare i principi in azioni concrete, il Metodo S.T.E.P. propone alcune routine ed esercizi semplici ma efficaci. Qui ne riassumiamo alcuni che si possono mettere in pratica subito:
- Diario energetico settimanale: annotare tre momenti di alta energia e tre momenti di basso livello ogni giorno. Analizzare la settimana per individuare pattern.
- Pausa 20-5: lavorare per 20 minuti concentrati, poi prendersi una pausa di 5 minuti per respirazione o movimento leggero. Ripetere per 3-4 cicli al giorno.
- Rituale di avvio mattutino: 10 minuti di movimento dolce, 5 minuti di visualizzazione e un piano giornaliero con priorità energetiche.
- Ancora di focalizzazione: creare un gesto fisico che, associato a una breve visualizzazione di successo, richiami immediatamente concentrazione e sicurezza.
- Check serale di recupero: 10 minuti per riflettere su cosa ha rinnovato energia e cosa l’ha drenata, preparando strategie per il giorno successivo.
Proteggere l’energia nelle relazioni e nel lavoro
Un aspetto spesso trascurato è l’uso dell’energia nelle relazioni interpersonali e nel contesto lavorativo. Luca invita a proteggere la propria energia anche in questi ambiti, con scelte consapevoli e confini chiari.
Linee guida pratiche:
- Stabilire limiti di tempo per riunioni e scambi che non sono produttivi.
- Prioritizzare le interazioni che portano valore emotivo o professionale.
- Imparare a delegare e a chiedere supporto quando il carico energetico è eccessivo.
- Valutare l’impatto energetico delle persone intorno a sé e ridurre l’esposizione a figure costantemente draining.
Citazioni e riflessioni chiave
“L’energia è il carburante dell’evoluzione. Se non c’è energia tutto quello che ci siamo detti riguardo a spazio e tempo non funziona.” — Luca Torraco
“Gestire l’energia significa allenare e proteggere le tue risorse e trasformarle in carburante costante della crescita.” — Luca Torraco
Queste frasi sintetizzano l’approccio: l’energia non è un optional ma la condizione necessaria per far funzionare qualsiasi strategia di crescita personale.
Come integrare il Metodo S.T.E.P. nella vita quotidiana: piano in 4 fasi
Per chi vuole iniziare subito, ecco un piano operativo in quattro fasi, ispirato ai principi esposti da Luca Torraco:
- Osservare: tenere un diario energetico per due settimane; mappare fonti di ricarica e di drenaggio.
- Proteggere: identificare e impostare almeno tre confini pratici (es. limiti nelle riunioni, pause programmate, limiti con persone draining).
- Ricaricare: inserire nella routine almeno tre azioni quotidiane che nutrono corpo e mente (alimentazione, esercizio, pause riparative).
- Potenziare: allenare ancore di stato, utilizzare la cronobiologia per programmare compiti ad alto rendimento e rivedere la mappa energetica ogni 30 giorni.
Conclusione: vivere con intenzione per una libertà energetica
Il messaggio chiave del Metodo S.T.E.P., come presentato da Luca Torraco, è semplice ma potente: non si può vivere al massimo senza gestire l’energia. Proteggerla, ricaricarla e canalizzarla intenzionalmente permette di trasformare la propria vita da reattiva a proattiva. Questo implica scelte quotidiane, strumenti pratici e, quando necessario, il supporto di professionisti qualificati per l’alimentazione, il sonno e l’attività fisica.
Il risultato è duplice: maggiore efficacia nel raggiungere obiettivi concreti e un benessere che rende l’evoluzione sostenibile nel tempo. Come Luca suggerisce, non sprecare l’esperienza della vita lasciando che la propria energia venga drenata senza consapevolezza. Imparare a dosarla è un atto di responsabilità verso se stessi e verso i propri progetti.
Invito all’azione
Per iniziare subito: prendere un foglio e tracciare una semplice mappa energetica della giornata. Identificare un’azione da inserire domani mattina per ricaricare (anche solo 5 minuti di movimento o respirazione). Valutare, dopo una settimana, i cambiamenti percepiti. Ricordare: l’azione intenzionale batte sempre la reazione automatica.
Per approfondire il Metodo S.T.E.P. e gli strumenti offerti da Luca Torraco e MindCo, segnalare interesse per percorsi più strutturati e corsi che integrano coaching, PNL e neuroscienze per costruire un piano energetico personalizzato.
Riferimenti finali
Questo articolo si basa sulle idee e gli esercizi proposti da Luca Torraco e dal Metodo S.T.E.P., che integrano conoscenze di coaching, PNL, psicologia e neuroscienze per offrire un approccio pratico e sostenibile alla gestione dell’energia. Per risultati duraturi, combinare l’allenamento mentale ed emotivo con il supporto di professionisti qualificati per la dimensione fisica.
Buon lavoro con la tua energia: che diventi il carburante per la tua evoluzione, non il limite al tuo potenziale.




