In questo articolo MindCo, insieme a Luca Torraco — coach esperto di comunicazione e marketing e creatore del Metodo S.T.E.P. — esplora la “T” di Tempo, il secondo pilastro del metodo. Luca propone una lettura pratica e concreta del tempo come risorsa strategica: non solo ore sul calendario, ma una dimensione percettiva, psicologica e progettuale che può diventare alleata o nemica a seconda di come viene gestita. Qui vengono raccolti i concetti chiave, gli strumenti e le indicazioni pratiche esposte, con esempi e suggerimenti attuabili subito per trasformare la propria relazione con il tempo.
Indice dell’articolo
- Perché il tempo è la risorsa più preziosa
- Cos’è il tempo: definizione e percezione
- Il problema: cosa accade quando il tempo non viene gestito
- La reazione: primi passi per cambiare il rapporto con il tempo
- La soluzione: strumenti pratici del Metodo S.T.E.P.
- Come trasformare le giornate in passi strategici verso la visione personale
- Routine, slot di focus e pause: costruire un ritmo sostenibile
- Checklist operativa per riprogettare il tempo
- Esempio pratico di pianificazione settimanale
- Conclusione: libertà, benessere e il significato del tempo
Perché il tempo è la risorsa più preziosa
Luca Torraco parte da un’affermazione netta: il tempo è la risorsa più preziosa che ciascuno possiede. Tutti hanno 24 ore al giorno, ma non tutti vivono il tempo allo stesso modo. La differenza non risiede nelle ore disponibili, bensì in come si percepisce, si organizza e si utilizza il tempo. Questa prospettiva rovescia una credenza comune: la scarsità di tempo non è sempre oggettiva, spesso è il risultato di una gestione caotica o reattiva delle giornate.
Nel dialogo quotidiano e nel lavoro, la sensazione di “non avere tempo” genera frustrazione, ansia e procrastinazione. Luca ricorda un fatto concreto: considerata una vita media di circa 80 anni, si perde molto tempo nei primi decenni dedicati a formazione e crescita, e negli ultimi anni si tende ad avere meno energie. Questo rende ancora più urgente imparare a usare il tempo in modo intenzionale per lasciare un segno, perseguire obiettivi e vivere in coerenza con ciò che si desidera.
Cos’è il tempo: definizione e percezione
Per chiarire il concetto, Luca ricorre all’etimologia: il termine “tempo” deriva dal latino tempus e indica durata, momento opportuno o misura. Questa radice già suggerisce la duplice natura del tempo: è sia misura cronologica sia occasione. Filosofo, scienziati e maestri spirituali l’hanno osservato come variabile non solo esterna ma anche interna — percettiva e psicologica.
Un punto centrale è che la percezione del tempo cambia a seconda dello stato emotivo: «Se ci divertiamo il tempo vola; se ci annoiamo, sembra non passare mai». Questo principio ha implicazioni pratiche: migliorare la qualità dell’attenzione, il senso di scopo e la cura dell’energia personale può modificare profondamente la misura del tempo vissuto. In altre parole, gestire il tempo non è solo gestire un calendario, ma gestire stati, attenzione ed energie.
Il problema: cosa accade quando il tempo non viene gestito
Quando il tempo viene vissuto in modo caotico o reattivo, emergono alcune conseguenze ricorrenti:
- Stress e frustrazione continui.
- Senso di inseguimento di urgenze che si sovrappongono alle priorità reali.
- Energia dispersa in attività a basso impatto.
- Difficoltà a mantenere concentrazione e focus prolungato.
- Procrastinazione delle attività importanti ma non immediate.
- Vivere in modalità sopravvivenza invece che con intenzione e controllo.
Luca usa immagini forti per descrivere questo stato: giornate che sfuggono di mano, impegni che si accumulano e una sensazione di correre senza avanzare. Chi vive così tende a finire nella “ruota del criceto”: molto movimento, pochi progressi significativi. La matrice di Eisenhower viene citata come uno schema utile per visualizzare il problema: spesso si finisce a inseguire cose urgenti ma non importanti, mentre si ignorano quelle importanti e non urgenti che costruiscono valore nel tempo.
La reazione: primi passi per cambiare il rapporto con il tempo
La prima reazione proposta è pratica e mentale: distinguere in modo netto tra urgente e importante. Questo permette di bloccare momenti dedicati a ciò che conta davvero, proteggendo spazi di attenzione in cui è possibile creare valore. Alcuni principi di reazione che Luca consiglia:
- Analizzare l’uso reale del proprio tempo: osservare senza giudizio come vengono spese le ore.
- Pianificare slot chiari per le attività importanti e proteggere questi slot come fossero appuntamenti non negoziabili.
- Ridurre distrazioni e rumori di fondo che consumano attenzione (notifiche, riunioni inutili, multitasking inefficace).
- Bilanciare lavoro e recupero: pause rigenerative non sono un lusso ma una strategia di performance.
- Rivedere obiettivi e priorità con regolarità per assicurarsi che il tempo sia allineato alla visione personale.
Importante: la gestione del tempo non significa fare di più, ma fare meglio. Questo implica inserire nella routine quotidiana anche momenti di progettazione e review: fermarsi per riflettere è parte stessa del processo produttivo. Luca ricorda la realtà della sua vita — famiglia, più canali YouTube, collaboratori, clienti — per sottolineare che anche persone con molte responsabilità possono creare ritmo e ordine: non è questione di avere meno impegni, ma di organizzarli in modo strategico.
La soluzione: strumenti pratici del Metodo S.T.E.P.
Il Metodo S.T.E.P. comprende strumenti pratici e scientifici volti a gestire energia, priorità e focus creando un ritmo sostenibile. Luca articola la soluzione in tre ambiti principali: PNL e ancoraggio, coaching con la matrice di Eisenhower, e neuroscienze/psicologia dell’attenzione.
PNL e ancoraggio: entrare nello stato giusto al momento giusto
La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) offre tecniche di ancoraggio per richiamare stati di concentrazione e motivazione in momenti chiave. Un ancoraggio è una pratica semplice: si associa un gesto, un suono o un’abitudine a uno stato mentale produttivo (ad esempio, apertura mentale e attenzione profonda). Ripetendo l’ancora in contesti favorevoli, diventa più semplice evocare lo stesso stato quando serve davvero — per esempio, prima di iniziare una sessione di lavoro concentrato.
L’obiettivo è ridurre il tempo necessario per entrare in stato di flusso. Invece di aspettare che la concentrazione arrivi spontaneamente, si costruisce un piccolo rituale che la facilita. Luca sottolinea che questi strumenti sono facili da implementare ma richiedono coerenza: ancoraggi efficaci nascono da ripetizione e contesto costante.
Coaching e Matrice di Eisenhower: distinguere urgente da importante
La matrice di Eisenhower è uno strumento classico per mettere ordine alle priorità. Si dividono le attività in quattro quadranti:
- Importante e Urgente — gestire subito.
- Importante e Non Urgente — pianificare e proteggere.
- Non Importante e Urgente — delegare se possibile.
- Non Importante e Non Urgente — eliminare o ridurre drasticamente.
Il vero salto di qualità avviene nella capacità di pianificare il quadrante “Importante e Non Urgente”: sono le attività che costruiscono futuro, riducono crisi future e aumentano valore nel lungo periodo. Luca, con tono deciso, invita a fare proprio questo: bloccare spazi precisi per lavorare sul progetto che conta e non lasciarlo sempre rimandare al “quando avrò tempo”.
Neuroscienze e psicologia dell’attenzione: ottimizzare focus e recupero
Le neuroscienze forniscono indicazioni pratiche su come funziona l’attenzione e quanto sia fondamentale il recupero. Il cervello non è progettato per concentrazioni continue di ore senza pause; alternare lavoro profondo a pause rigenerative migliora tanto la produttività quanto il benessere.
Tra gli elementi emersi dalla ricerca applicabile nella pratica quotidiana ci sono:
- Sessioni di lavoro delimitate (es. tecniche Pomodoro o varianti) per mantenere alta la qualità dell’attenzione.
- Pausi attive per recuperare energia cognitiva (breve camminata, esercizi di respirazione, pausa lontano dallo schermo).
- Riduzione del multitasking: il passaggio continuo tra attività costa tempo ed energia cognitiva.
- Creazione di routine che segnalino al cervello che è il momento di concentrarsi o di riposare.
Luca sintetizza: il metodo combina strumenti pratici (PNL, coaching) con principi scientifici per costruire un ritmo in cui produttività e benessere avanzano insieme.
Come trasformare le giornate in passi strategici verso la visione personale
Una delle idee più rilevanti proposte è cambiare la prospettiva sul tempo: smettere di viverlo come ciclo ripetitivo (settimane, mesi che si rincorrono) e iniziare a vederlo come percorso verso obiettivi concreti. Luca usa un tono provocatorio quando dice che non vuole più lasciarsi imporre i ritmi esterni: «Io ho il mio obiettivo, raggiungo quello, mi spingo verso l’altro. Il tempo è il mio tempo. Io decido.»
Questa affermazione non è un invito all’ego fine a se stesso, ma a disegnare una vita che segue scelte personali più che abitudini sociali non interrogate. L’idea è semplice ma potente: definire micro-obiettivi che, sommati, generano progresso reale. Ogni giorno deve essere progettato per essere un passo consapevole verso la visione che si vuole realizzare.
Per farlo concretamente, si suggeriscono tre azioni chiave:
- Dividere vision in obiettivi a medio e corto termine.
- Pianificare slot settimanali dedicati alle attività che producono progressi misurabili.
- Usare revisioni regolari (giornaliere e settimanali) per monitorare l’allineamento tra azioni e obiettivi.
Routine, slot di focus e pause: costruire un ritmo sostenibile
Una routine efficace è semplice, replicabile e sostenibile nel tempo. Non serve creare sistemi complessi che richiedono più energia della loro esecuzione. Luca insiste su tre elementi fondamentali per una routine produttiva:
- Slot di focus protetti: momenti della giornata in cui si lavora senza interruzioni su attività prioritarie.
- Pause rigenerative: break programmati per recuperare energia e mantenere alta la qualità mentale.
- Review e progettazione: tempo dedicato a verificare i progressi e riallineare le priorità.
Proteggere gli slot significa impostare regole semplici: disattivare notifiche durante il focus, comunicare ai collaboratori o alla famiglia quando non si è disturbabili, scegliere un ambiente che faciliti la concentrazione. Anche la logistica conta: avere gli strumenti giusti a portata di mano riduce il tempo perso e l’attrito nel mettere in atto le attività.
Checklist operativa per riprogettare il tempo
Per tradurre le idee in azione, Luca suggerisce una checklist pratica e immediata che chiunque può usare per iniziare a riprogettare il proprio tempo. Si può stampare o trasformare in promemoria digitale.
- Osservare: tenere un diario di come si spende il tempo per 3-7 giorni.
- Analizzare: identificare attività ricorrenti, tempo sprecato e momenti di maggiore energia.
- Decidere: selezionare 2-3 attività importanti da proteggere nella settimana successiva.
- Pianificare: bloccare sul calendario slot di 60-90 minuti per lavoro profondo su quei compiti.
- Proteggere: impostare regole per evitare interruzioni durante gli slot (telefono in “non disturbare”, avvisi disattivati, segnale visivo per non essere interrotti).
- Implementare ancore: creare un piccolo rituale pre-focus (respirazione, sciacquata d’acqua, breve stretching) per facilitare l’ingresso nello stato di concentrazione.
- Praticare pause rigenerative: dopo ogni sessione di lavoro profondo, fare 10-15 minuti di pausa lontano dallo schermo.
- Delegare o eliminare: verificare cosa si può delegare o eliminare nel quadrante “Non importante”.
- Revisionare: ogni settimana valutare cosa ha funzionato e cosa no, aggiornare la pianificazione.
- Coltivare il senso di scelta: ricordare che la gestione del tempo serve a creare libertà e benessere, non solo più attività da svolgere.
Esempio pratico di pianificazione settimanale
Per rendere tutto più concreto, ecco un esempio pratico di come impostare una settimana secondo i principi del Metodo S.T.E.P., adattabile a professionisti, creatori di contenuti e manager con molte responsabilità.
Obiettivo della settimana: completare la progettazione del nuovo corso online (importante, non urgente) e mantenere la produzione di contenuti giornalieri per i canali.
- Lunedì mattina (8:30–10:30): slot di focus protetto per progettazione contenuti del corso (lavoro profondo).
- Lunedì pomeriggio (15:00–16:00): produzione di contenuto giornaliero (video/post) con ancoraggio pre-focus.
- Martedì mattina (9:00–10:30): fase di ricerca e raccolta materiale per il corso.
- Mercoledì (11:00–12:00): revisione tecnica e check con il team — attività delegabile ma monitorata.
- Giovedì mattina (8:30–10:30): lavoro creativo sul materiale del corso; pausa rigenerativa dopo ogni 90 minuti.
- Venerdì (14:00–15:00): review settimanale: cosa è stato fatto, cosa rimane e quali priorità cambiano.
- Ogni giorno: blocco di 30 minuti all’inizio o alla fine della giornata per email e comunicazioni (evitare di consumare slot di creatività).
In questo esempio, la chiave è la protezione degli slot dedicati alla progettazione del corso. Le altre attività vengono inserite in spazi separati e meno cognitivamente impegnativi o delegate. La review del venerdì permette di correggere la rotta e mantenere l’allineamento con la visione.
Come mantenere la motivazione e non ricadere nelle vecchie abitudini
Cambiare abitudini richiede pratica e strumenti di supporto. Luca propone alcune strategie per non ricadere in modalità reattiva:
- Automatizzare le buone abitudini con regole chiare e semplici (es. sempre 60-90 minuti di lavoro profondo di mattina).
- Usare segnali esterni (calendario condiviso, lampada di “non disturbare”) per comunicare agli altri la protezione degli slot.
- Creare ricompense reali e semplici per completare sessioni di lavoro critiche (pausa caffè speciale, 15 minuti di lettura desiderata).
- Lavorare sull’identità: considerarsi come qualcuno che progetta la propria vita e mantiene scelte coerenti.
- Fare piccoli esperimenti: cambiare una sola cosa per volta e misurarne l’effetto prima di adottare ulteriori cambiamenti.
Un avviso sulla mentalità: il fine è il benessere, non solo il profitto
Un messaggio ripetuto dal coach è che l’obiettivo ultimo della gestione del tempo non è diventare ricchi o accumulare risultati a qualsiasi costo, ma stare bene. Il Metodo S.T.E.P. mira a creare un equilibrio tra risultati e benessere: produttività sostenibile significa portare avanti progetti senza esaurirsi. Luca chiarisce con tono pragmatico: avere una vita che funziona, che consente di essere chi si vuole essere e fare ciò che interessa, è un successo che vale più di tanti soldi.
La libertà è un concetto centrale: più scelta si ha nella vita, più si è liberi. Gestire il tempo significa aumentare le possibilità di scegliere, non ridurle. Questo cambio di prospettiva spesso allontana dalla mentalità del “sempre più” e avvicina a quella del “meglio e più in linea con i propri valori”.
Sintesi pratica: passi immediati da applicare
Per concludere con concretezza, ecco un piano di 7 giorni per iniziare a mettere in pratica i concetti illustrati:
- Giorno 1 — Auto-osservazione: registrare come vengono passate le ore per 24 ore.
- Giorno 2 — Analisi: individuare due sprechi di tempo ricorrenti e una finestra di alta energia.
- Giorno 3 — Blocco: pianificare uno slot protetto di 90 minuti per un’attività importante.
- Giorno 4 — Ancoraggio: definire un piccolo rituale da eseguire prima dello slot (respiri, musica, postura).
- Giorno 5 — Pause: programmare pause rigenerative e testare una tecnica di recupero.
- Giorno 6 — Delegare/Eliminare: scegliere almeno un’attività da delegare o eliminare.
- Giorno 7 — Review: valutare i risultati e pianificare la settimana successiva con ciò che ha funzionato.
Citazioni e punti chiave
Alcune frasi che riassumono il pensiero proposto possono essere utili da tenere a mente:
- “Il tempo è la nostra risorsa più preziosa.” — principio guida.
- “Percepire, organizzare e utilizzare: tre verbi che cambiano la relazione con il tempo.” — chiave pratica.
- “Non fare di più, ma fare meglio.” — obiettivo della gestione del tempo.
- “Il tempo deve diventare un percorso verso i tuoi obiettivi, non un ciclo senza avanzamento.” — mentalità da adottare.
- “La libertà di scegliere è il vero successo.” — valore ultimo della pratica.
Conclusione: libertà, benessere e responsabilità
Il messaggio centrale del Metodo S.T.E.P. per la “T” di Tempo è chiaro e pratico: il tempo può essere trasformato da nemico invisibile a potente alleato, ma serve intenzione, strumenti concreti e una mentalità orientata alla progettazione. Non si tratta di avere più ore, ma di usare quelle che si hanno per avvicinarsi a ciò che conta davvero.
Luca Torraco invita a smettere di reagire continuamente agli stimoli esterni e a diventare artefici consapevoli del proprio ritmo. Proteggere slot di attenzione, creare routine sostenibili, usare strumenti di PNL e principi neuroscientifici sono passi concreti che chiunque può iniziare a mettere in pratica fin da subito. Il fine non è la corsa alla performance, ma il benessere e la libertà di scegliere la vita che si desidera.
Infine, la sfida lanciata è semplice: osservare come si spende il tempo per una settimana, prendere una decisione e difendere almeno uno slot settimanale come sacro. Se continuerà a scivolare via senza senso, la sensazione di correre senza avanzare rimarrà. Se invece si imparerà a progettare il tempo, ogni giorno potrà diventare un passo concreto verso la propria visione.
Buon lavoro e, soprattutto, buon tempo.


